Pre Invito
Il Comitato Fiera Utopie Concrete ha deciso di ricordare Alexander Langer, a dieci anni dalla sua morte, dedicando il prossimo appuntamento della Fiera a due immagini al centro del suo pensiero, i "costruttori dei ponti" e "un futuro amico". L’edizione 2005, "Ponti per un futuro amico" si svolgerà nella sua sede storica, Città di Castello, dal 29 settembre al 2 ottobre.Questo primo numero del giornale è dedicato ai ponti fisici, i manufatti che vediamo nel paesaggio e nelle nostre città, per poi continuare nel prossimo numero con i simboli, le immagini e i significati metaforici che la figura del ponte ha suggerito.
Nel seminario della Fiera di quest’anno vogliamo capire meglio quali sono ponti da costruire e quali non. Cominciamo nelle pagine che seguono con un contributo della senatrice Anna Donati che argomenta perché il Ponte sullo Stretto di Messina sarebbe un ponte da non costruire. E’ un dibattito sulle grandi opere e sulla visione ed i valori del movimento ambientalista in un momento di crisi dell’ambientalismo che fa parlare alcuni addirittura della sua morte. Il discorso sulla sostenibilità e sulla compatibilità ambientale in Italia soffre di un’impostazione a volte troppo tecnocratica e catastrofista alla quale Alex contrapponeva l’immagine positiva di un "futuro amico". Come vogliamo vivere e quale mondo vogliamo lasciare ai nostri nipoti?
Tra trent’anni la generazione di ambientalisti nata più o meno adesso guarderà il ponte sullo Stretto di Messina pensando: "C’erano infatti all’inizio del secolo quelli che si opponevano a questo ponte. Chi sa con quali argomenti, ma in ogni caso devono essere stati piuttosto strani." O guarderanno sullo Stretto dicendo: "Come siamo fortunati che loro sono riusciti di impedire questa megalomania."?
Riprenderemo l’argomento dei ponti da costruire e da non costruire partendo dal ponte di Mostar, distrutto come simbolo di convivenza tra musulmani e cristiani in Bosnia e ricostruito nella sua struttura storica in una situazione di continua profonda sfiducia tra i gruppi etnici residenti. Chiederemo a coloro che hanno lavorato e continuano a lavorare in questa zona le prospettive per un futuro amico.
La mostra di quest’anno risponderà alla bella sfida di presentare i ponti che connettono le sponde, i ponti tra la terra e il cielo, il visibile e l’invisibile, il lato destro e il lato sinistro del cervello, il ponticello sacro che ancora oggi si trova nell’architettura giapponese, arcuato e sospeso sopra uno stagno. Il corso di formazione introdurrà al bilancio ambientale (un ponte tra il pensiero economico ed ecologico) come strumento per gli enti pubblici territoriali e riprenderemo in un secondo incontro nazionale il dibattito sulla città amica dei bambini.
Il programma della Fiera delle Utopie Concrete 2005 è in forte evoluzione ed invitiamo tutti a proporci suggerimenti, idee, indicazioni, proposte.