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Quale solidarietà per un nuovo Iran? [28/07/2009]
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Premio Langer 2009 a Narges Mohammadi
Celebrazione alla Fiera delle Utopie Concrete, domenica 11 ottobre

Intenzione dichiarata del Premio Internazionale Alexander Langer è di rivolgere l’attenzione pubblica su situazioni di violazioni dei diritti umani e di distruzione dell’ambiente naturale onorando persone che in modo esemplare portano avanti nel proprio paese una lotta nonviolenta. Khalida Messaoudi in Algeria, al tempo sotto minaccia di morte per il suo impegno a favore della democrazia e di un diritto di famiglia moderno, era la prima; negli anni successivi furono onorati tra gli altri il palestinese Sami Adwan e l’israeliano Dan Bar-On per il dialogo sulle ragioni dei loro popoli e una convivenza possibile, e l’anno scorso toccava al vilaggio somalo di Ayuub e la sua fondatrice Maana Suldaan.

Con Narges Mohammadi quest’anno un’altra donna musulmana riceve il Premio Langer per il suo impegno per i diritti umani nel suo paese, l’Iran. Lei è attiva nel Centro dei difensori dei diritti umani a Teheran, fondato da Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace del 2003. “Attribuire il premio internazionale Alexander Langer a Narges Mohammadi rappresenta un sostegno al movimento per la democrazia in Iran” commenta Ebadi, “è un gesto che riscalda il cuore di tutti coloro che lavorano per istaurare la parità dei diritti in Iran e che sono costretti di subire continui impedimenti, di natura illegale, da parte delle autorità del Governo della Repubblica Islamica dell’Iran.”

I dubbi sulla regolarità delle elezioni del 12 giugno che hanno visto vincitore Mahmoud Ahmadinejad hanno portato centinaia di migliaia di persone in strada per protestare e chiedere nuove elezioni rivolgendo l’attenzione di tutto il mondo sulla situazione in Iran: l’uso del sistema carcerario e della tortura per una repressione violenta di ogni opposizione contro una cricca dominante di leader religiosi sotto la guida di Ali Chamenei, la pratica della pena di morte con l’esecuzione anche di bambini, un diritto di famiglia con pesanti discriminazioni contro le donne.

Il Premio Langer ad una donna iraniana in questo momento assume un nuovo significato. Non si tratta più di risvegliare l’attenzione pubblica sui mali in questo paese – i giornali e telegiornali sono pieni di servizi ed analisi, le Nazioni Unite, molti governi del mondo, il G8 a L’Aquila hanno condannato duramente l’Iran di Ahmadinejad. A questo punto sorge la domanda – e sarà uno dei temi dei contributi e delle testimonanze di celebrazione del Premio Langer l’11 ottobre a Città di Castello – ‘Qual è il carattere e l’intenzione della nostra solidarietà con Narges Mohammadi?’ Con quale voce vogliamo essere sentiti, certi che non si unisce per esempio con quella del governo russo che nel proprio paese calpesta i diritti umani ogni giorno.

È variegata la condanna all’Iran di Ahmadinejad come sono variegati i gruppi che oppongono o sostegnono le elezioni del 12 giugno. Non si può sapere quanto era pesante il pollice del governo sulla bilancia delle elezioni ma molti osservatori considerano del tutto possibile che Ahmadinejad avrebbe vinto anche senza imbrogli, forse con meno del 50% per poi rischiare di perdere nel ballottaggio. Comunque sia, è evidente che in sintonia con il leader supremo Ayatullah Ali Chamenei non voleva correre questo rischio. La rabbia dell’opposizione iraniana, come sottolinea Shirin Ebadi, è partito proprio da questo atto di arroganza di Chamenei di proclamare Ahmadinejad vincitore ancora prima della chiusura dei seggi elettorali.

Lo sdegno di essere stato fregato del proprio voto è il denominatore comune del movimento iraniano di questi giorni. Moussavi aveva personalizzato nella campagna elettorale la speranza in un cauto riformismo che potrebbe togliere le leggi più scandalose di discriminazione femminile, tutelare maggiormente le donne dalla violenza e abolire il corpo speciale della polizia morale. Il Centro dei difensori dei diritti umani va ben oltre questi obiettivi minimi nella sua opposizione contro ogni confronto militare e la sua difesa dei diritti umani come sono stati formulati nella dichirazione universale, con la sua campagna “Un milione di firme” per la parità giuridica e l’uguaglianza tra uomini e donne e con la campagna “Stop Child Executions” contro la pena di morte ai minorenni.

La dinamica sorprendente ed entusiasmante delle ultime settimane è la nascita spontanea e in qualche modo inspiegabile di un grande movimento che unisce le forze più diverse dietro una semplice e modesta domanda che il proprio voto venga contato e che si può votare il candidato della propria scelta. Non è un sfida diretta a Khamenei e la teocrazia autoritaria delle repubblica islamica - un tale confronto finirebbe in questo momento quasi sicuramente in un altro Tiananmen - ma un movimento decisamente moderato e molto disciplinato. Il nostro compito da movimento di solidarietà nell’occidente deve essere di comprendere meglio possibile le dinamiche complesse delle forze nel paese in lotta per un Iran democratico e di sostenere queste forze in tutti modi possibili. Parte importante di questa solidarietà però è lo sforzo faticoso per molti di noi che dell’Islam hanno conoscenze piuttosto vaghe, di farsi una propria idea di convivenza con il mondo musulmano, di una pratica tolleranza anche con i 15 milioni di musulmani che vivono tra di noi nell’Unione europea e dei limiti di questa tolleranza. Solo con delle radici in una consapevolezza ragionata di convivenza con l’Islam la solidarietà con il movimento in Iran non svanirà quando i mass media avranno spostato la loro attenzione su un altro conflitto. Il premio Langer a Narges Mohammadi è una importante opportunità per elaborare una tale consapevolezza e per sostenere la lotta sua e di tanti altri per un’Iran di diritto per le donne e per gli uomini.

La Fiera delle Utopie Concrete 2009 si svolgerà dall’8 all’11 di ottobre a Città di Castello affrontando nel ciclo sulle “7 virtù per la conversione ecologica” come prima la Giusta misura. Per chiedere il programma: segreteria@utopieconrete.it. Si trova anche su: www.utopieconcrete.it

Agenzia Fiera delle Utopie Concrete | Via G. Marconi, 8 - 06012 Città di Castello (PG)
Tel.+ 39 - 075.855.4321 / Fax + 39 - 075.852.0479 - segreteria@utopieconcrete.it

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